Contratto badante e colf: guida completa a contributi, busta paga e TFR

Assumere una collaboratrice domestica o una badante significa entrare in un ambito regolato da norme specifiche. Il contratto badante o contratto colf non riguarda solo lo stipendio: include contributi previdenziali, gestione della busta paga, maturazione del TFR, ferie, riposi e procedure precise anche in caso di cessazione del rapporto.

Per molte famiglie queste regole non sono sempre immediate. In questa guida trovi una panoramica chiara e pratica di ciò che prevede il lavoro domestico in Italia: dal contratto colf ai contributi INPS, dal calcolo della busta paga badante fino al TFR.


Il contratto di lavoro domestico (CCNL): cosa prevede

Il rapporto tra datore di lavoro domestico e lavoratore è disciplinato dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico (CCNL). Questo contratto stabilisce diritti, doveri, livelli di inquadramento, orari e retribuzioni minime.

Quando si stipula un contratto badante o un contratto colf, è obbligatorio:

  • comunicare l’assunzione all’INPS
  • definire mansioni e livello
  • stabilire l’orario di lavoro
  • indicare la retribuzione

Il contratto può essere a tempo determinato o indeterminato, a tempo pieno o part-time, e può riguardare lavoratori conviventi oppure non conviventi.

Livelli di inquadramento e mansioni

Il CCNL prevede diversi livelli di inquadramento, che determinano salario minimo e mansioni.

Tra i più comuni:

Livello B

  • collaboratori domestici con esperienza
  • pulizie della casa

Livello BS

  • assistenza a persone autosufficienti
  • compagnia e supporto domestico

Livello CS

  • assistenza a persone non autosufficienti (badanti)

Livello DS

  • assistenza qualificata con competenze specifiche (OSS)

La scelta del livello incide direttamente su stipendio, busta paga colf e contributi.

Orario di lavoro, riposi e ferie

Nel lavoro domestico l’orario varia a seconda che il lavoratore sia convivente o meno.

Indicativamente:

Lavoratori conviventi

  • massimo 54 ore settimanali

Lavoratori non conviventi

  • massimo 40 ore settimanali

Sono previsti inoltre:

  • 24 ore consecutive di riposo settimanale (di norma la domenica)
  • 26 giorni di ferie l’anno
  • permessi e festività retribuite

Tutti questi elementi devono comparire nella busta paga badante o colf.

Consulta il CCNL Lavoro Domestico 2025-2028


Contributi INPS: chi paga e quanto

Uno degli aspetti più importanti del lavoro domestico riguarda i contributi colf INPS e i contributi badante INPS.

I contributi servono a finanziare:

  • pensione
  • indennità di maternità
  • disoccupazione
  • tutela previdenziale

Chi paga i contributi

Il pagamento è diviso tra:

  • datore di lavoro domestico
  • lavoratore

In pratica è il datore di lavoro che versa l’intero importo all’INPS, trattenendo però dalla retribuzione la quota spettante al lavoratore.

I contributi vengono pagati trimestralmente.

Tabella contributi 2026 per fasce orarie

L’importo dei contributi badante INPS e dei contributi colf INPS dipende da tre fattori principali:

  • retribuzione oraria
  • numero di ore lavorate
  • presenza o meno della convivenza

Il sistema INPS utilizza fasce contributive. In generale:

  • più alto è il salario orario -> maggiore sarà il contributo per ogni ora lavorata

Per esempio, nelle fasce più comuni il contributo complessivo (datore + lavoratore) è di 1,70 € per ora lavorata.

Per una badante convivente i contributi badante INPS ammontano a 1,24 € per ora.


La busta paga: voci, calcolo e scadenze

La busta paga colf o busta paga badante è il documento che riepiloga la retribuzione mensile e tutte le sue componenti.

Anche nel lavoro domestico è importante redigerla correttamente.

Le principali voci della busta paga badante sono:

Retribuzione base

  • stabilita dal contratto e dal livello

Indennità di convivenza

  • prevista per lavoratori conviventi

Scatti di anzianità

  • aumenti automatici ogni due anni

Straordinari

  • lavoro oltre l’orario previsto

Festività e ferie

  • le festività sono retribuite in busta; la lavoratrice matura 2,17 giorni di ferie al mese (26 giorni dopo un anno di anzianità presso la stessa famiglia)

Quota TFR

La busta paga colf viene normalmente pagata entro i primi giorni del mese successivo.

Un calcolo corretto della busta paga è fondamentale perché da essa dipendono:

  • contributi INPS
  • TFR
  • eventuali indennità

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TFR: come si calcola e quando si paga

Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) è una somma che il datore di lavoro accantona ogni anno e che viene pagata al termine del rapporto di lavoro.

Come si calcola il TFR

Il metodo è relativamente semplice.

Ogni anno si accantona:

retribuzione annua ÷ 13,5

La retribuzione include:

  • stipendio
  • eventuale indennità di vitto e alloggio
  • tredicesima

Il TFR cresce quindi progressivamente durante tutto il rapporto di lavoro.

Quando viene pagato

Il TFR viene pagato:

  • alla cessazione del contratto
  • in caso di dimissioni
  • in caso di licenziamento

Può essere liquidato anche in anticipo, ma solo se entrambe le parti sono d’accordo (una volta all’anno per il 70%).


Come licenziare una colf o badante

Una delle domande più frequenti riguarda come licenziare una colf o una badante.

Il licenziamento nel lavoro domestico è relativamente semplice ma deve rispettare alcune regole.

Preavviso

Il datore di lavoro deve dare un periodo di preavviso che varia in base a:

  • anzianità di servizio
  • ore lavorate
  • convivenza o meno

Indicativamente:

  • da 8 a 30 giorni, nei casi più comuni 15 giorni per la badante convivente e 8 giorni per la colf che fa meno di 25 ore settimanali.

Se il preavviso non viene rispettato, occorre pagare l’indennità sostitutiva.

Liquidazione finale

Alla cessazione del rapporto bisogna pagare:

  • ultime retribuzioni
  • ferie non godute
  • tredicesima maturata
  • TFR

Infine bisogna comunicare la cessazione del rapporto all’INPS.


Gestire tutto da soli o affidarsi a Familla

Gestire correttamente un contratto badante o un contratto colf richiede attenzione a molti aspetti:

  • calcolo della busta paga colf
  • versamento dei contributi colf INPS
  • aggiornamenti normativi
  • gestione di ferie, malattia e TFR

Alcune famiglie scelgono di gestire tutto in autonomia, ma spesso questo comporta errori o perdita di tempo.

Affidarsi a Familla significa invece avere un supporto professionale per:

  • assunzione e gestione del contratto
  • calcolo della busta paga badante
  • gestione dei contributi badante INPS
  • calcolo e liquidazione del TFR collaboratrice domestica

In questo modo la famiglia può concentrarsi sull’aspetto più importante: il rapporto umano con la persona che lavora in casa.

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Domande frequenti

Quanto si paga di contributi INPS per una badante nel 2026?

I contributi INPS dipendono da retribuzione oraria e numero di ore lavorate. In media il contributo totale è intorno a 1,50 € per ogni ora di lavoro, diviso tra datore e lavoratore.


Come si calcola il TFR di una badante?

Il TFR si calcola dividendo la retribuzione annua per 13,5. L’importo viene accantonato ogni anno e pagato alla fine del rapporto di lavoro.


Cosa succede se non si fa il contratto per la badante?

Non fare un contratto badante significa avere un rapporto di lavoro irregolare. In caso di controlli o vertenze si rischiano:

  • sanzioni amministrative
  • pagamento arretrati contributivi
  • possibili cause di lavoro

Come si licenzia una colf o una badante?

Per licenziare una colf o una badante non serve una giusta causa, è sufficiente:

  1. comunicare il licenziamento
  2. rispettare il periodo di preavviso
  3. pagare stipendio, ferie residue, tredicesima e TFR
  4. comunicare la cessazione all’INPS.

Per ulteriori domande, per cercare una colf o badante, per dubbi sulla gestione contrattuale, scrivici tramite il form sottostante:

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