Vademecum lavoro domestico

Tutto quello che devi sapere sul contratto di lavoro domestico


Anche se pensiamo noi alla maggior parte delle incombenze è bene che il datore di lavoro conosca i punti più importanti del contratto collettivo del lavoro domestico per essere pronto a gestire tutte le evenienze.

Di seguito riassumiamo i punti essenziali relativi a diritti e doveri di entrambe le parti; per una trattazione più estesa si faccia riferimento al testo ufficiale CCNL lavoro domestico del 16 luglio 2013.

Tutte le informazioni juslavoristiche sono fornite in collaborazione con il nostro CdL incaricato.

Indice

- Inquadramento dei lavoratori
- Assistenza notturna
- Periodo di prova
- Lavoro a tempo determinato
- Stipendio
- Orario di lavoro e riposi
- Ferie
- Permessi
- Malattia
- Infortunio
- Maternita
- 13esima
- TFR
- Contributi
- Straordinari
- Licenziamento e dimissioni
- Trasferte
- Detrazioni e deduzioni
- Contributi economici per l’assistenza a persone non autosufficienti

Inquadramento dei lavoratori

I livelli del contratto del lavoro domestico sono quattro, ciascuno suddiviso in normale e super, i livelli normali riguardano la gestione della casa, i livelli super l’assistenza a persone auto o non autosufficienti:

Livello A

Collaboratore generico senza esperienza professionale o comunque con esperienza inferiore a un anno; un collaboratore potrà quindi rimanere in questa categoria per al massimo 12 mesi poi dovrà essere passato al livello B.

Livello A super

Dama di compagnia, non svolge alcuna prestazione lavorativa.

Livello B

Collaboratore esperto (almeno un anno): colf, giardiniere, guardarobiere, custode, autista, dog sitter, addetto stireria, manutentore.

Livello B super

Assistente a persone autosufficienti. Svolge mansioni di assistenza ad anziani o bambini autosufficienti, comprese le attività connesse alle esigenze del vitto e della pulizia della casa.

Livello C

Cuoco.

Livello C super

Assistente a persone non autosufficienti (non formato). Svolge mansioni di assistenza a persone non autosufficienti, comprese le attività connesse alle esigenze del vitto e della pulizia della casa.

Livello D

Collaboratore professionale in grado di lavorare in autonomia e gestendo responsabilità. Maggiordomo, governante amministratore dei beni, capo cuoco, istitutore.

Livello D super

Assistente a persone non autosufficienti (formato). Svolge mansioni di assistenza a persone non autosufficienti, comprese le attività connesse alle esigenze del vitto e della pulizia della casa.

Assistenza notturna

Al personale assunto per assistenza notturna, per un orario di lavoro compreso tra le 20.00 e le 8.00 sarà corrisposta la retribuzione prevista da una tabella apposita del contratto del lavoro domestico; per il personale non convivente, sussiste l'obbligo di corrispondere la prima colazione, la cena e un'idonea sistemazione per la notte. Al personale convivente devono essere garantite undici ore di riposo consecutivo ogni ventiquattro ore.

Periodo di prova

È previsto un periodo di prova di 8 giorni di lavoro effettivo (30 gg. per il livello DS). Durante il periodo di prova il rapporto di lavoro può essere risolto in qualsiasi momento da ciascuna delle parti senza preavviso ma con il pagamento, a favore del lavoratore, della retribuzione e delle eventuali competenze accessorie per le prestazioni effettivamente rese. Il lavoratore che, scaduto il periodo di prova, non ha ricevuto comunicazione di disdetta, si considera confermato e il rapporto prosegue secondo quanto previsto nel contratto di assunzione.

Lavoro a tempo determinato

Il lavoro a tempo determinato può avere una durata massima di 24 mesi, comprese eventuali proroghe; il numero massimo di proroghe è quattro. Per prorogare oltre i 12 mesi occorre specificare la causale che, nel caso del lavoro domestico, può essere solo una sostituzione. È bene inoltre ricordare che anche per assumere di nuovo un lavoratore con il quale si ha già avuto un rapporto di lavoro in precedenza occorre specificare la motivazione.

Il lavoro a tempo determinato, superato il periodo di prova, non può essere interrotto prima del termine fissato, ovvero se il rapporto viene interrotto prima della scadenza, chi recede deve corrispondere all’altra parte un indennizzo pari alla retribuzione lorda teoricamente spettante e calcolata tra la data di interruzione del rapporto e la prevista data di scadenza del contratto.

Stipendio

Lo stipendio è composto dalle seguenti voci:

  • retribuzione minima contrattuale;
  • eventuali scatti di anzianità;
  • eventuale compenso sostitutivo di vitto e alloggio;
  • eventuale superminimo.

Il datore di lavoro, contestualmente alla corresponsione periodica della retribuzione, deve predisporre un prospetto paga in duplice copia, una per il lavoratore, firmata dal datore di lavoro, e l'altra per il datore di lavoro, firmata dal lavoratore.

Scatti anzianità

Spetta al lavoratore, per ogni biennio di servizio presso lo stesso datore di lavoro, un aumento del 4% sul valore della retribuzione minima contrattuale, per un massimo di sette scatti.

Orario di lavoro e riposi

Lavoratori non conviventi
Massimo 8 ore giornaliere, non consecutive, per un totale di 40 ore settimanali. Al lavoratore tenuto all'osservanza di un orario giornaliero pari o superiore alle 6 ore, ove sia concordata la presenza continuativa sul posto di lavoro, spetta la fruizione del pasto, oppure un'indennità pari al suo valore convenzionale. Il tempo necessario alla fruizione del pasto sarà concordato fra le parti e non retribuito ma in ogni caso il periodo di consumazione del pasto non può essere inferiore a 10 minuti.

Lavoratori conviventi
Massimo 10 ore giornaliere, non consecutive, per un totale di 54 ore settimanali. Il lavoratore convivente ha diritto ad un riposo di almeno 11 ore consecutive nell'arco della stessa giornata e ad un riposo intermedio non retribuito, normalmente nelle ore pomeridiane, di 2 ore; durante tali riposi il lavoratore potrà uscire dall' abitazione del datore di lavoro.
Le cure personali e delle proprie cose, salvo quelle di servizio, saranno effettuate dal lavoratore fuori dall'orario di lavoro.

Il riposo settimanale, per i lavoratori conviventi, è di 36 ore e deve essere goduto per 24 ore la domenica (o in una diversa giornata che sostituisca a tutti gli effetti la giornata festiva), mentre le residue 12 ore possono essere godute in qualsiasi altro giorno della settimana, concordato tra le parti. Eventuali ore lavorative effettuate durante la giornata di riposo andranno retribuite con le relative maggiorazioni straordinarie e recuperate nel giorno immediatamente successivo.

Lavoro notturno
È considerato lavoro notturno quello prestato tra le ore 22.00 e le ore 6.00, ed è compensato, se ordinario, con la maggiorazione del 20% della retribuzione globale di fatto.

Ferie

Il lavoratore domestico matura 26 giorni di ferie all’anno. Per i lavoratori non conviventi occorre proporzionare se i giorni lavorativi sono inferiori a sei per settimana.
Il datore di lavoro, compatibilmente con le proprie esigenze e con quelle del lavoratore, dovrà fissare il periodo di ferie, ferma restando la possibilità di diverso accordo tra le parti, da giugno a settembre.
Le ferie hanno di regola carattere continuativo. Esse potranno essere frazionate in non più di due periodi all'anno, purché concordati tra le parti.

Festività
I giorni di festività nazionale sono: 1 e 6 gennaio, lunedì di Pasqua, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1 novembre, 8, 25 e 26 dicembre, Patrono. In queste giornate sarà rispettato il completo riposo e i lavoratori saranno retribuiti con 1/26 della retribuzione mensile per i conviventi e 1/6 della retribuzione settimanale per i non conviventi.

Permessi

Il lavoratore ha diritto ad alcune ore all’anno di permesso retribuito per visite mediche (16 ore annue per i conviventi 12 per i non conviventi), per decesso di un parente entro il secondo grado (3 giorni) oppure, al lavoratore padre, per la nascita di un figlio (2 giorni). È sempre possibile fruire di permessi non retribuiti se concordato tra le parti.

Malattia

Per le eventuali assenze per malattia sarà dovuto il 50% della retribuzione globale fino al 3° giorno consecutivo; dal 4° giorno in poi il 100% per un massimo di 8, 10 o 15 giorni complessivi all'anno (rispettivamente per anzianità fino a 6 mesi, 2 anni o oltre i 2 anni). Inoltre, il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto di lavoro per:

  • 10 giorni di calendario, per anzianità fino a sei mesi;
  • 45 giorni di calendario, per anzianità da sei mesi a due anni;
  • 180 giorni di calendario, per anzianità oltre i due anni.

Infortunio

Al lavoratore, nel caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale, spettano le prestazioni previste dalla legge da parte dell’INAIL. Inoltre, il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto di lavoro per:

  • 10 giorni di calendario, per anzianità fino a sei mesi;
  • 45 giorni di calendario, per anzianità da sei mesi a due anni;
  • 180 giorni di calendario, per anzianità oltre i due anni.

Il datore di lavoro deve corrispondere la retribuzione globale di fatto per i primi tre giorni di assenza per infortunio o malattia professionale. La denuncia di infortunio è un adempimento al quale è tenuto il datore di lavoro nei confronti dell'INAIL in caso di infortunio sul lavoro con prognosi superiore a tre giorni come risultante dal certificato medico.

Maternità

È vietato adibire al lavoro le lavoratrici: durante i 2 mesi precedenti la data presunta del parto; durante i 3 mesi dopo il parto. Durante questi periodi maturano anzianità di servizio, ferie e tfr.

Dall'inizio della gravidanza e fino alla cessazione del congedo di maternità, la lavoratrice non può essere licenziata e non può dimettersi. È necessario, al momento in cui si viene a conoscenza dello stato interessante della lavoratrice, ottenere dalla medesima un certificato rilasciato dal ginecologo o, al limite, dal medico curante in cui sia evidenziata la possibilità per la lavoratrice di continuare a lavorare senza rischi per la stessa e per il nascituro, anche solo potenziali. Si consiglia, nelle more del rilascio del certificato, di non ammettere la lavoratrice al lavoro. Qualora la lavoratrice non sia ritenuta idonea al servizio può accedere alla maternità anticipata rispetto al divieto sopra riportato.

La domanda di maternità anticipata deve essere presentata dalla lavoratrice, in funzione delle ragioni che ostano all’attività lavorativa a: Asl di competenza in caso di problemi legati alla gestazione; Direzione Territoriale del Lavoro in caso di incompatibilità della gravidanza ed il lavoro.

13esima

Al lavoratore nel mese di dicembre spetta una mensilità aggiuntiva, calcolata sulla base della la normale retribuzione, maggiorata dell’eventuale indennità di vitto e alloggio e rapportata allo svolgimento del rapporto di lavoro nell'anno solare. In particolare spetta un dodicesimo della retribuzione teorica mensile per ogni mese di servizio nel quale si sia lavorato per almeno 15 giorni.

TFR

Il tfr matura nella misura di circa una mensilità l’anno (retribuzione globale annua / 13,5). Viene liquidato alla fine del rapporto oppure può essere richiesto anticipatamente dal lavoratore nella misura del 70% o in misura maggiore se concordato tra le parti. La legge prevede che l’anticipazione possa essere richiesta per:

  • Spese sanitarie;
  • Acquisto della prima casa per il lavoratore o per i suoi familiari;
  • Congedi di maternità e per la formazione.
La legge prevede che l’anticipazione possa essere chiesta, per ogni singola motivazione, una sola volta nella vigenza del rapporto ma, con il benestare del datore di lavoro, è possibile derogare al suddetto limite.

Contributi

I contributi vengono pagati trimestralmente dal datore di lavoro tramite un bollettino MAV. La parte a carico del lavoratore, pari al 25% del totale è trattenuta in busta dal datore di lavoro.

Cassa colf
È una cassa assistenziale obbligatoria; fornisce prestazioni sia ai lavoratori sia ai datori. È finanziata con il versamento di 0,03 € per ogni ora retribuita, di cui 0,01€ a carico del lavoratore, tramite lo stesso bollettino MAV dei contributi. Le prestazioni possono essere richieste solo dopo un anno e dopo aver versato almeno 25,00 €, e prevedono: per il lavoratore, rimborso dei ticket sanitari, ricovero ospedaliero e la convalescenza; per il datore copertura dei rischi Inail in caso di decesso o invalidità permanete del dipendente e del contenzioso.

Straordinari

Per i lavoratori non conviventi è considerato lavoro straordinario quello che eccede le 40 ore settimanali; viene retribuito con le seguenti maggiorazioni:

  • 25% se prestato dalle ore 6.00 alle ore 22.00;
  • 50% se prestato dalle ore 22.00 alle ore 6.00;
  • 60% se prestato di domenica o in una giornata di festività nazionale;
  • 10% per le ore eccedenti le 40 e fino alle 44 settimanali.

Per i rapporti a tempo pieno conviventi le eventuali ore straordinarie andranno recuperate con un equivalente riposo nel giorno successivo. In caso di emergenza, le prestazioni effettuate negli orari di riposo notturno e diurno sono considerate di carattere normale e daranno luogo soltanto al prolungamento del riposo stesso; tali prestazioni devono avere carattere di assoluta episodicità e imprevedibilità.

Licenziamento e dimissioni

Sia il lavoratore che il datore di lavoro possono decidere in qualunque momento di interrompere il rapporto di lavoro, comunicandolo in forma scritta e rispettando il preavviso. Rapporti superiori o uguali a 25 ore settimanali:
in caso di licenziamento - 15 giorni fino a cinque anni di anzianità, 30 giorni dopo;
in caso di dimissioni - 8 giorni fino a cinque anni di anzianità, 15 giorni dopo.
Rapporti inferiori a 25 ore settimanali:8 giorni fino a due anni di anzianità, 15 giorni dopo.

Alla scadenza del preavviso, l'alloggio dovrà essere rilasciato, libero da persone e da cose. In caso di mancato o insufficiente preavviso, è dovuta dalla parte recedente un'indennità pari alla retribuzione corrispondente al periodo di preavviso non concesso.

Trasferte

Il lavoratore convivente è tenuto, su richiesta dal datore di lavoro, a recarsi in trasferta, ovvero a seguire il datore di lavoro o la persona alla cui cura è addetto, in soggiorni temporanei in altro comune e/o in residenze secondarie. In tali località il lavoratore fruirà dei riposi settimanali. Saranno rimborsate al lavoratore le eventuali spese di viaggio. Solo se l'obbligo di seguire il datore di lavoro in trasferta non è specificato nella lettera d’assunzione, sarà corrisposta al lavoratore una diaria aggiuntiva, pari al 20% della retribuzione minima giornaliera.

Detrazioni e deduzioni

Per tutte le tipologie di lavoro domestico i contributi previdenziali sono deducibili dal reddito imponibile fino a 1.549 €, da parte di tutti i contribuenti (il risparmio è quindi uguale, al massimo, alla propria aliquota fiscale moltiplicata per 1.549 €). La detraibilità si riferisce al datore di lavoro, quindi, in caso si assumano due persone, conviene che vengano assunte da due diversi membri della famiglia.

Le persone non autosufficienti hanno l'opportunità aggiuntiva di detrarre i costi sostenuti per l'assistenza dall’imposta sui redditi nella percentuale del 19%, su un massimo di 2.100 euro (quindi il risparmio massimo è pari a 399,00 €). Per fruire della detrazione il contribuente non deve avere un reddito superiore a € 40.000,00 e ci deve essere la capienza per la detrazione (cioè occorre che il contribuente abbia da pagare una cifra di IRPEF uguale o superiore alla detrazione stessa). Questa detrazione può essere fruita, oltre che dal diretto interessato o dai familiari cui sia fiscalmente a carico, anche dagli altri famigliari (coniuge, figli, genitori, generi e nuore, suoceri, fratelli). Per la certificazione della non autosufficienza è valida la certificazione di un medico specialista o di famiglia.

Per maggiori chiarimenti si suggerisce di rivolgersi al proprio consulente fiscale di fiducia.

Contributi economici per l’assistenza a persone non autosufficienti

Assegno di cura

L’assegno di cura è un contributo economico a favore delle famiglie e/o delle persone che si incaricano dell’assistenza ad un anziano non autosufficiente al proprio domicilio. L'accesso al contributo tiene conto dell’età (oltre 65 anni) e della situazione economica e patrimoniale (indicatore ISEE non superiore ad Euro 25.000) del nucleo familiare dell’anziano.

L'importo giornaliero del contributo previsto è in relazione alla gravità della condizione di non autosufficienza dell'anziano e può andare dai 5,17 € ai 22,00 €. Contributo assistenti familiari: le persone anziane e le persone disabili - già beneficiarie dell'assegno di cura e con reddito ISEE inferiore a 20.000 € - che hanno stipulato un contratto regolare con un assistente familiare per almeno 20 ore settimanali, oltre all'assegno di cura possono ricevere un ulteriore contributo di 160 €/mese.

A chi rivolgersi: assistenti sociali del quartiere a Bologna o del comune in Provincia.

Assegno di accompagnamento

Si tratta di una prestazione economica, erogata a domanda, a favore degli invalidi civili che ammonta a 516,35 € al mese e non è soggetta a limiti di reddito. Il requisito della non autosufficienza è riconosciuto quando l’interessato ha un’invalidità riconosciuta pari al 100% e persistenti difficoltà nello svolgere le attività quotidiane della vita, o a camminare senza l’aiuto di un accompagnatore.

A chi rivolgersi: online sul sito I.N.P.S. oppure presso un patronato.

Permessi retribuiti ex legge 104/92

I lavoratori dipendenti che assistono un parente o affine (entro il 3°grado) disabile hanno diritto a tre giorni di permesso retribuiti al mese.

A chi rivolgersi: datore di lavoro.